Verdure in agrodolce


E ieri abbiamo replicato l'Aperipezza. Una boccata d'aria fresca, che tanto fresca non è perché a Sorrento ci sono 15 gradi e un sole da mezze maniche che ricorda la Pasquetta (no, forse la Pasquetta no, ché tanto piove sempre a Pasquetta).

Arance appena raccolte e spremute, torte salate e grani saraceni senza sale (scusate, ma quando cucino per me non lo uso praticamente mai), una vista mozzafiato...


Ma a prescindere dal contesto fisico, il meglio è venuto come sempre dai partecipanti, che hanno contribuito nei modi più disparati a rendere una domenica normale un vero giorno speciale.

L'"Aperipezza" è uno di quegli eventi dopo i quali ti senti più ricco, e non perché hai mangiato tanto, ma perché hai respirato a pieni polmoni e vissuto qualcosa che normalmente dai per scontato o non conosci.

Il motivo per cui io e Antonio lo organizziamo è semplice: far capire ad altri il perché dei nostri sogni, il perché delle nostre unghie sporche e del nostro restare a casa la sera perché "domattina mi alzo presto".

Vedere persone che non si sono mai incontrate prima parlare tra loro sorridendo, con un pezzo di "chip di cavolo nero" tra i denti, mette di buonumore. Osservare il rapimento emotivo con cui tutti ascoltano una giovane artista americana che non conosce (ancora) l'italiano cantare "Resta cu mme", fa bene all'anima.

Eppure, tutta la gioia accumulata in quelle ore può svanire, come un lombrico che zappi fuori per sbaglio e corre al riparo per non farsi far male. Succede quando il solito cervello femminile elabora gli avvenimenti e realizza che per tanta gente a cui brillano gli occhi nel vedere cosa vuol dire "Rareche", ce n'è altrettanta che proprio non vuole capire. Mi prende lo sconforto a pensare alle battaglie quotidiane, continue, infinite, inutili. Ci vorrebbe un "Aperipezza" alla settimana, per ricaricarsi di energie positive da sfruttare in tutte le altre giornate "no". Ci vorrebbe lo sguardo sorpreso e felice di un ospite diverso ogni giorno, da immortalare e tenere nel cuore fino al giorno dopo. (Ci vorrebbe una zappa in fronte a chi non capisce un ca...volfiore.)

Una volta qualcuno mi ha detto che non posso vivere di soli sogni, che dovrei essere più pragmatica e che forse dovrei andar via di nuovo. Ma poi "succede" un Aperipezza, e rinasce in me la voglia di far sì che chi vuole, chi REALMENTE vuole, possa vedere ciò che vedo io con i propri occhi, e innamorarsi ogni giorno di questa terra per ciò che è e che sempre sarà: un meraviglioso presepe con una lunga serie di pastori difettosi assai.

Nun si' buono né pe frijere, né p'arrostere.

- Non sei buono né per friggere né per fare arrosto -

You are not good: either to fry or to roast.

Abbastanza chiaro già da solo, no? - Self explanatory I'd say.

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