THANK YOU DISILLUSIONMENT


Succede che fino a due giorni fa, mi stavo preparando a trovare il tempo di scrivere un post triste, ma triste assai. Un post che si sarebbe intitolato "Il disinganno", come la mia opera preferita nella Cappella di San Severo (e nel mondo). Una cosa che iniziava con la definizione della parola disinganno, e che spiegava in buona sostanza quanto sia, ogni tanto, necessario fare i conti con la realtà quando si vogliono realizzare i sogni. Perché uno si può fare tutti i film mentali più belli del mondo, ma la realtà poi è sempre diversa.

Volevo veramente scrivere un post triste, ero proprio dell'umore adatto per farlo: incazzata, ormonale, con zero verdure da consegnare. Ieri era domenica, pioveva, Pablo deve essere operato ad un occhio domani...sarebbe stato perfetto!


E poi sono "uscita d'inganno", cioè la realtà mi è sbattuta in faccia talmente forte che (giuro) mi sono ritrovata seduta sul pavimento della cucina in una valle di lacrime (di gioia). Sì, a bell' e buono.

Ho capito che il disinganno non ha un'accezione negativa, è semplicemente l'impatto con la realtà, diversa dal sogno (dall'inganno, appunto). E questa benedetta realtà, non ci stanno santi, è diversa ma non per questo peggiore.

Non ho più avuto il tempo poi di scrivere questo famoso post triste, perché non sarebbe stato più "mio". Ho avuto il tempo di ringraziare il mio coraggio e la sua comprensione, di trascorrere una serata assurda con la musica e le risate sincere, quelle che fanno bene al cuore. Ho visto altre lacrime di gioia, pomodori secchi sottolio fatti in casa mangiati con le mani. Ho vissuto un po' questa famosa realtà, e l'ho fatto come piace a me.

(Perché poi ci si mette pure la Disney: mentre scrivo, dalla camera accanto arriva dalla tv la citazione bellaelabestiesca più romantica e sdolcinata di sempre, ma me la dovete concedere... "Quando sembra che non succeda più, ti riporta via, come la marea, la felicità.")

Piove, è lunedì, domani Pablito verrà operato e io ho l'ansia (ma tanto l'ansia ce l'ho sempre, un po' come i tatuaggi, quindi non è che cambi poi molto), ma sono felice. Talmente felice che sono andata a trovare Michele al cimitero, sotto la pioggia, senza ombrello. Gli ho parlato ad alta voce, ché tanto pioveva così forte che nessuno mi avrebbe presa per pazza, e se anche fosse! Gli ho detto un sacco di cose, ma soprattutto gli ho detto GRAZIE, per avermi lasciato la musica. Perché per quanto uno possa dover affrontare l'adolescenza con gli 'NSYNC i Backstreet Boys e Britney Spears, che sono e resteranno dei pilastri (anzi, delle RARECHE); iniziare la scoperta di mille altri generi, artisti e album è tutta n'ata storia. E la mia storia musicale, anche se sono stonata come una campana e faccio difficoltà a suonare persino il triccheballacche, è iniziata grazie a mio fratello Michele.

Questo post si doveva intitolare "DISINGANNO", ma alla fine GRAZIE alla vita, alla musica, a Michele e alla mia pazzaria, si intitola "Thank you disillusionment".

Storta va deritta vene.
- Una cosa storta, spesso si raddrizza. -
Ottimismo napoletano: le cose che non riescono in una maniera,
spesso riescono meglio in un'altra maniera o in un contesto diverso.

#dettinapoletani #diariodibordo #detti #diariodibordo #napoletano #flussodicoscienza

11 visualizzazioni

© 2017 by Rareche. Proudly created with Wix.com