L'ignobile arte del diserbo manuale

Quando ho iniziato questa avventura avevo un compagno di avventura vicino a me, un amico, un grande amico. Un ragazzo tanto semplice quanto complicato, cose da prenderlo a schiaffi ogni tanto. Ora questo mio amico ha seguito il cuore e la passione ed è scappato lontano da questa terra dove le prospettive spesso sono costruite senza punti di fuga decenti. Antonio mi disse che avrei dovuto leggere "Dirty Life" della Kimball, "è tipo te", mi disse.

Dirty life non si trovava, da nessuna parte, pure Amazon non lo aveva in disponibilità immediata, e chi mi conosce sa quanto io sia impaziente, o almeno quanto lo fossi prima di mettere radici. Insomma dopo qualche settimana finalmente riesco a stringere tra le mani la mia copia di Diry Life, letto tutto di un fiato.


Sono passati due anni, e Dirty Life è ancora sul mio comodino, quello dal lato del letto che resta vuoto, perché anche se sono abbastanza ingombrante come donna, io dormo in pochi cm di un letto matrimoniale. Sta sul comodino insieme alla Lonely Planet del Giappone, che mi ricorda che ci sono posti da vedere e da scoprire e sogni da realizzare, e a un numero imprecisato di libri sui proverbi napoletani, che cambiano a seconda delle esigenze. Quello è il lato del letto verso cui mi sporgo quando mi sento più sola, perché da sempre, nonostante esuberanza e manie di protagonismo, ho anche io i miei periodi in cui la solitudine mi prende il cuore e lo stringe forte, provando a spremere qualcosa di buono da ciò che ne resta.


In Dirty Life ci sono tantissimi passi da non perdere ma, per le circostanze in cui le mie scelte e quelle degli altri mi hanno portata, qualche giorno fa ho ricordato con piacere il passo sulle erbacce, facendolo mio. Non lo trovo nel libro perché ho resistito alla tentazione di fare le "orecchie", come ho fatto con altri libri in passato. Dirty Life per me è una specie di oggetto sacro, non me la sono sentita.


In breve però posso dirvi che si parlava di estirpare erbacce a mano, di quanto sia faticoso. Non solo perché bisogna stare accovacciati, con le gambe un po' aperte e la schiena inarcata, decidendo se muoversi stesso sulle gambe piegate oppure se rialzarsi ogni tot per cambiare area di diserbo. Può essere faticoso anche perché c'è un tempo limite in cui le erbacce le riesci a togliere con tutta la radice, evitando che ricrescano troppo velocemente, una volta superato quel limite, potrebbe succedere che le erbacce si spezzino, la radice resta nel terreno e non va bene. Insomma, gli ostacoli e i problemi andrebbero tirati via velocemente. Ma che succede se gli altri eventi della vita e gli altri impegni ti fanno perdere quel momento? Che succede quando è troppo tardi?

Quello che la Kimball non dice è che, a volte, può capitare anche che strappando strappando venga via anche qualche pianta "buona", che sia un'erba spontanea buona da mangiare o proprio una delle piante che stai salvando dall'infestazione. Che si fa?

Tu sei laureata ad Harvard, Kristin, dimmelo tu che devo fare! Io mi ti immagino, ti seguo pure su Instagram, tu tuo marito e le tue bellissime figlie. Insegnami dell'altro Kristin, che qua va tutto a rotoli, e io strappo il basilico mentre spezzo le radici della gramigna che è cresciuta troppo in fretta mentre io ero in giro a raccontare cose, a spiegare di me e di una vita che è solo quella che scelgo di mostrare.


Ciò che è successo dopo qualche giorno è che mi sono trovata con due copie di Dirty Life, perché Amazon decise di riassortirlo e farmelo arrivare. Ora ho due copie di un libro meraviglioso, una nella libreria, sporca di terra, e una sul comodino. Una delle due è destinata a qualcuno che non so ancora chi è, perché come Antonio ha fatto con me due anni fa, è giusto che anche io condivida la bellezza con chi potrebbe farne buon uso. Un uso consapevole però, non come quello di fare una foto semi-romantica di sabato mattina.





Domanda: Perché coltivare la terra è come una storia d'amore?

Risposta: Perché non raccogli solo ciò che hai seminato. È una bugia. Raccogli ciò che hai seminato, ammucchiato, coltivato, concimato, mietuto e immagazzinato.

Kirstin Kimball, Dirty Life

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