Quello che le donne non dicono


Siamo così, dolcemente cacacazz', mi perdonerete il francesismo.


Non mi leggete da un po' carissimi, non perché io non abbia nulla da raccontare, ma perché il tempo per farlo si è drasticamente ridotto. Quando una donna si mette in testa una cosa, difficilmente cambierà idea, difficilmente si farà fermare, difficilmente sarà una cosa facile. A questa consapevolezza ci sono arrivata tardi, è stato tardi che ho capito che nessuno mi può fermare, ed è stato anche tardi che ho capito che, con questo carattere, le probabilità di rimanere soli ad affrontare ostacoli, gioie e dolori, donne e motori, sono molto molto più elevate.

Avevo all'incirca 23 anni, stavo per laurearmi in specialistica, e mi dissero "dopo che ti laurei ci sposiamo e andiamo a vivere a Milano." COOOOOSA?! Non mi ero ancora messa in testa niente, non avevo ancora scelto una strada definita, ma al solo pensiero che qualcuno stesse decidendo per me, mi sentivo il prurito che manco l'allergia allo zenzero scoperta poco prima di questo aneddoto.

Avevo circa 27 anni, quando mi dissero "trasferisciti qui, ci sposiamo e lavoriamo insieme a tutto questo!" COOOOOOOSA?! Avevo appena preso una porta in faccia, non sapevo cosa fare, dove andare e con chi stare, ma di sicuro non volevo che un'altra persona prendesse tutte queste decisioni così importanti per me.


Ma è soltanto di recente che ho capito che sono io ad avere un problema, il problema dell'adattamento, il problema dell'accettare le situazioni decise e architettate da altri, il problema del voler decidere tutto e fare tutto come dico io. E la cosa più assurda è che i fatti mi dimostrano che non ho intenzione di fare niente per cambiare, voglio proprio rimanere così, come se questa fosse la mia difesa, il mio scudo contro il mondo.

Mi rendo perfettamente conto che raccontare queste cose significhi esporre la mia vita privata, renderla di pubblico dominio, ma questo blog nasce anche come sede dei miei esami di coscienza, e se devo essere bocciata è giusto che sia una cosa plateale. "Le relazioni umane sono un casino", su questo non ci piove. Piove molto invece sul bagnato, perché continuo a fuggire da ciò che non mi rende totalmente, follemente, incontrovertibilmente e puramente felice. Sì, parlo d'amore, di storie d'amore con esseri umani e non con il lavoro o con la terra. C'è chi vedrà questa mia fuga continua come un problema, chi invece mi dirà che faccio bene a non accontentarmi. Io sinceramente non so più cosa sia giusto o sbagliato.


Chi vive la mia generazione lo sa, ci deve essere un problema di fondo, essere una "donna in carriera" (mi perdonerete l'esagerazione) di 29 anni nel 2018, implica quasi certamente essere sola. In un mondo dove se non usi i social sei antico, e se li usi invece sei uno che lava i panni sporchi in pubblico. In una società che "se non ti sposi all'età giusta, resterai sola per sempre", "un figlio lo devi fare da giovane". In un paese dove gli uomini crescono ma non maturano mai. In un contesto in cui, il 90% di noi fa qualcosa soltanto per mettersi in mostra e quelli che lo fanno per comunicare e sensibilizzare non vengono capiti. Insomma, in questo preciso periodo storico, in questo preciso luogo e in questa precisa vita che non vuole prendere la strada della condivisione, della famiglia, del compromesso... continuo a pensare di essere troppo grande per cambiare, e che non rinuncerò facilmente alla Valentina che ho costruito dopo tutte le demolizioni che ho affrontato, di ogni genere e sorta.

Per cui concludo, prima ancora che col proverbio, con la frase di un film "leggero" visto qualche giorno fa per ingannare la tristezza. "Ci hanno insegnato che dobbiamo essere le principesse della nostra storia, ma la verità è che possiamo essere anche la fata madrina per un'amica in difficoltà, il genio della lampada per risolvere una situazione impossibile e anche il principe azzurro. Perché le vere principesse, si salvano da sole."

'A meglia parola è chella ca nun se dice.

La miglior parola è quella che non si dice.

Alcune volte, per evitare di peggiorare la situazione, è più opportuno restare in silenzio.


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