Sharing is... everything


Ogni volta che mi chiedono come mi sia venuto in mente di iniziare questo percorso, la prima cosa che mi passa per la testa è "ma perché vi sembra tanto assurdo?". Ho imparato a rispondere in maniera da poter far capire a tutti cosa è nato dentro di me, perché infondo ciò che in linea teorica mi riesce meglio è comunicare le cose.

La spiegazione che mi sono data e che do è che ho sentito il bisogno di condividere le cose buone e i sapori, i frutti della terra e del mio lavoro, con altre persone. Con chi vede ciò che vedo io, con chi non si accontenta di un sapore piatto e di una spesa "normale", con chi ama la tradizione e ha un occhio di riguardo per l'alimentazione della propria famiglia. 

Ho scelto di CONDIVIDERE. Di dividere con qualcuno, con altri. 

In una delle aziende per cui ho lavorato in passato, si diceva sempre "sharing is caring" - condividere è avere a cuore - ma non è soltanto questo, condividere è molto di più. Mi piace pensare che insieme a una cassetta di verdure io stia condividendo anche un pezzetto di me e della mia storia, un po' di anima, un po' di cuore. 

Mi piace pensare che anche chi non ha mai assaggiato una verdura di Rareche stia in qualche modo ricevendo qualcosa, dalle mie parole, dalle mie foto.


Per spirito di condivisione, domenica scorsa c'è stato un altro Aperipezza, in edizione speciale per la Caccia al Tesoro che ogni anno vede un migliaio di persone affannarsi nella risoluzione di indizi più o meno complessi, rincorrendo un tesoro pieno di gloria. La Caccia al Tesoro per me è già un grande momento di condivisione, ma ci è sembrato giusto condividere qualcosa tra squadre normalmente rivali, un semplice momento di natura, vino e chiacchiere, come sempre senza smartphone. 

Nonostante lo scetticismo iniziale, la partecipazione c'è stata, e mi sento di mettere la mano sul fuoco nel dire che chi c'era, sicuramente ha condiviso e ha ricevuto ciò che gli altri hanno deciso di condividere. 

In un'altra bellissima occasione di condivisione, ho avuto la fortuna di stare a contatto con dei bambini, per spiegargli un po' cos'è l'agricoltura dal mio punto di vista, per farli giocare con le erbe aromatiche e per decidere cosa imparare insieme nelle prossime lezioni.


La cosa più importante (oltre che la più bella), è che non sono affatto convinta di essere l'unica ad aver condiviso qualcosa con loro. I loro disegni, le loro mani alzate continuamente, la loro voglia costante di dirmi che "mio fratello tiene il basilico", "il nonno ha un terreno molto grande e noi siamo andati a raccogliere i pomodori", e "no che schifo i broccoli" è la massima espressione della condivisione come la vedo io. 


Insomma sono proprio fortunata ad aver capito il valore della condivisione. Fortunata a condividere ciò che mi succede scrivendo e soprattutto con un uomo accanto che mi sostiene e mi critica a seconda di cosa sia necessario e giusto fare in quel momento, senza paura di avere a che fare con un carattere e una personalità alquanto impossibili come i miei. Fortunata ad aver capito che l'amore non è quella cosa che va sempre tutto bene e siamo sempre tutti d'accordo. Perché un sacco di altre parole belle che iniziano con “cum" - insieme - sono alla base della nostra quotidianità, anche senza la componente agricola della storia: confronto, compromesso, comunicazione, comunione, conciliare... CONTADINO (che non c'entra un tubo, ma ci sta bene sempre).

Chi sparte ave 'a meglia parte. 

- Chi condivide, ottiene la parte migliore. - 


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