Romanticismo Ortofrutticolo


Sono passati circa dieci giorni dal mio discorso di training autogeno di capodanno, quello su Facebook in cui parlo di quanto sia bello avere un sogno, con tutti i pro e i contro giganti che ne derivano e 'a bello e buono ieri sera mi è preso un attacco di malinconia. Quei cosi brutti, che ti viene voglia di mollare tutto e mandare tutti a farsi friggere, però le feste sono passate e dobbiamo stare attenti all'alimentazione quindi per una questione puramente nutrizionale preferiamo mandare tutti affanculo. Ah. Assafà.


Il fatto è che questo attacco di malinconia è arrivato entrando dalla finestra acchiantata

(socchiusa, ndr) e dimenticata, non me l'aspettavo proprio! Anzi, è stata una serata bellissima, di quelle che perdi la voce a cantare, ridi, un po' balli e un po' ti commuovi quando pensi che sei arrivata ad amare così tanto la musica solo dopo che un pezzo del tuo cuore se n'è andato per sempre.

(E non so scrivere più, ma quando sono emozionata escono parole e perdo il filo del discorso e anche le virgole e magari anche le regole grammaticali più semplici. Scusassero.)

Dicevamo dell'attacco di malinconia, tra capa e noce d'o cuollo alle 2:30, quando normalmente già stong' dint'o meglio d'o suonno da un bel po'. Mo' cerco di spiegarvelo un po'.

Io sono fortunata, ho un sacco di gente che mi guarda entusiasta quando parlo di ciò che faccio, ho persone accanto a me che mi incoraggiano e un po' anche mi ammirano, lo so. Quando ho un ostacolo da superare so con chi parlarne, so che se voglio posso farmi una mezz'ora di pianto liberatorio senza che nessuno mi sfotta. Però mi manca qualcosa, ma mi manca veramente. Qualcuno che veda ciò che vedo io in tutto questo, qualcuno che non pensi soltanto a dire "uààààààà che bello!", qualcuno che ogni tanto stronchi uno dei mille fiumi di lava che spuntano da questo cratere che mi ritrovo al posto del cervello. Ché se fosse per me ora come ora avrei già sito, app, ecommerce, spa, orto condiviso, fattoria didattica, woofing, home restaurant e compagnia cantante. Qualcuno con il mio stesso entusiasmo, la mia stessa voglia e la mia stessa rabbia. La mia stessa fame. La mia stessa curiosità.


E la malinconia ti piglia quando capisci che non è che questo qualcuno non esiste (perché quello sarebbe un vittimismo disfattista inutile). Il punto è, che se anche questo qualcuno esistesse, ciò che manca è quella cosa che nella vita complica ogni genere di rapporto umano tra persone di qualsiasi età, estrazione e sesso: la reciprocità.

Tutta 'sta tarantella per arrivare a dire quanto è brutto l'amore non corrisposto? Mi sento un sacco Leopardi senza gobba e con molte meno doti letterarie, jamm' bell'. Sì, l'amore non corrisposto è un fatto brutto assai, ma l'amore senza destinazione è peggio ancora: dove li mettiamo tutti questi sentimenti che non hanno un destinatario ma che vulessero sfuga'?

Io li metto dentro le verdure, e loro mi ricambiano con gli sguardi entusiasti, felici e a volte un po' commossi di chi le stringe tra le mani. Ma non mi basta più. Sto diventando invidiosa dei cavoli, vorrei che qualcuno un giorno guardasse me con quegli stessi occhi.

E 'a pace che saglie d'e piante io 'a voglio vedé.

'Na lacrima spersa s'ammesca 'o contesto, mi sento lontano ma in me.

- E voglio vedere la pace che sale dalle piante.

Una lacrima persa si confonde con il contesto, mi sento lontano ma in me. -

Tartaglia Aneuro - So vivo

#diariodibordo #napoletano #flussodicoscienza

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