L'insostenibile inadeguatezza dell'essere (me)


Eppure c'è luce negli occhi di chi mi guarda con i vestiti sporchi di terra e le mani rovinate, o almeno così pare.


Un po' come me, che guardo gli insetti che mi mangiano le verdure con gli occhi di una bimba di 4 anni, brillanti e curiosi. Mi dimentico anche che rovineranno la bellezza delle foglie, perché sono un'entusiasta, un'appassionata, una che ci crede.

C'è luce, ma c'è anche talmente tanta ombra che a volte mi viene voglia di sparire. E lo faccio anche, scappo, mi rifugio dove so che c'è qualcuno o qualcosa che mi ricarichi di energia e di amore. Poi torno, e qui è sempre tutto uguale, un mondo diviso tra chi dovrebbe amarmi incondizionatamente e non lo fa e chi, pur non conoscendomi, mi elegge come piccola parte bella delle proprie giornate.

Nulla è semplice per nessuno, e mai lo sarà. E per quanto sia questo il bello della vita, la tentazione di prendere e lasciare tutto a marcire diventa sempre più forte quando le ferite che devi guarire non sono soltanto un taglio sul dito e le vesciche da zappa.


"Farsi primavera significa accettare il rischio dell'inverno" mi pare che dicano. L'inverno è arrivato, e io che avrei voluto passarlo a raccogliere verdure con il sorriso mi ritrovo abbattuta di nuovo. Mi rialzerò, non ho forse nemmeno bisogno che qualcuno me lo dica. Se anche dovessi cambiare ancora una volta tutto, lasciare la terra, tornare a scrivere su un documento Word quali sono le mie competenze e il mio livello di inglese, lo farei.

Perché per quanto ci proviate da sempre a fermarmi, resto inarrestabile. Questo maledetto turbine di passione e follia deve pur sfociare da qualche parte, e magari nemmeno stavolta ho trovato il punto giusto per tuffarmi anima e corpo nel mare, ma non sarete voi a deciderlo, non ve lo permetterò mai.


"Caccià 'a capa 'a fore ô sacco"

- Tirare fuori la testa dal sacco -

Ribellarsi a una situazione di sottomissione: dall'abitudine dei contadini di trasportare gli animali domestici nei sacchi; questi, per liberarsi, a volte riuscivano a mettere la testa fuori dal sacco.

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