Non è tutto LORO quel che luccica

Da quando sono tornata non ho avuto molto tempo per riflettere. Ho scritto il diario del mio viaggio, questo sì, ma non ho ancora fatto il famoso bilancio delle emozioni, delle sensazioni. Sarà che sono presa da mille cose, sarà che sono in un momento in cui ho talmente tante emozioni ogni giorno che non saprei bene come metterle in ordine, ma non ho ancora riflettuto un po'. Ho scritto però delle frasi chiave in questi giorni, che mi sarebbero servite per lo sviluppo di questo post, che posso garantirvi per me è uno di quelli con più cuore dentro finora.


Vorrei cominciare col dire che io ho smesso molto presto di credere alle favole, molto presto. Ho avuto la fortuna di essere, fin dall'adolescenza, un'accanita lettrice. Leggevo pure sotto al banco durante le spiegazioni dei prof al liceo, ho divorato centinaia di migliaia di pagine di romanzi, che mi hanno dato la capacità di vivere in tanti posti e in tante storie diverse. Ma soprattutto, la lettura mi ha aperto gli occhi e il cuore, a volte me l'ha pure spezzato, coi finali tragici. Sono stata in Giappone, in India, in Persia, in Sicilia, nello spazio. Ho amato uomini malvagi e donne forti, bimbi coraggiosi e ragazzi con la pelle bruciata dal sale. Ho solcato molti mari e scalato molte montagne, passeggiato tra i grattacieli e dormito sotto le stelle. Ho osservato tra il bianco e il nero delle pagine migliaia di storie d'amore, e per quanto possa sembrare paradossale è tra le pagine dei libri che mi sono ritrovata a non credere più alle favole, disneyanamente parlando.


I romanzi sono spesso molto più vicini alla realtà di quel che pensiamo, e se alle storie che ho letto aggiungo le mie esperienze di vita, mescolo bene e attendo il giusto tempo di cottura (circa 30 anni), mi ritrovo servita su un piatto d'argento la mia situazione attuale.

L'altro giorno leggevo una frase che diceva tipo "un bambino che legge sarà un adulto che pensa". Bello eh, bello assai. Ma un adolescente che legge, sarà anche un adulto consapevole, consapevole che certe cose non esistono, non si realizzeranno mai. Il principe sul cavallo bianco, la strega cattiva sconfitta con l'aiuto degli animali fantastici, il castello e la dormita propiziatoria finché non finisce tutto il casino...ceeeeerto, come no.



Credere alle favole è un po' come quando da piccola a scuola di danza guardi il saggio dei grandi. Vedi le ragazze di 7/8 anni più grandi di te fare dei passi che ti sembrano impossibili, ti tremano le gambe se pensi che forse un giorno anche tu farai quelle cose così belle, ci credi, ti sembra davvero la cosa più bella che tu abbia mai visto. Poi da grande vai a vedere i saggi degli altri, e ti sembrano tutti più goffi, scoordinati, senz'anima. E capisci che quello che sognavi da piccola era distorto dalla visione di due occhi ingenui, che non hanno ancora capito come stanno veramente le cose.


Le cose stanno così: chi legge e vive con il cuore e l'anima sa che la cosa più bella che ci possiamo augurare sia la normalità. Perché ormai è diventata merce rara. Una cosa normale, una vita normale, una famiglia normale è quanto di più straordinariamente impossibile possa capitarci. Prendete me, se vi dovessi dire qual è la cosa che più mi manca nelle mie giornate vi dovrei aprire troppo il mio cuore, e per quanto, siccome state ancora leggendo i miei deliri, io vi voglia bene assai, non lo farò. Ma c'è un desiderio che da qualche anno mi gironzola tra cuore e cervello, ed è la possibilità che arrivi qualcuno a dirmi "ho pensato a tutto io, tu rilassati".


Voi ci credete che non mi è MAI successo che qualcuno, chiunque, mi dicesse così? E mi rendo conto che sia anche colpa mia, perché voglio sempre controllare e decidere tutto, perché da sola bene o male ormai ho imparato a cavarmela in tutto, perché da sola combatto e da sola mi siedo a piangere in un angolo quando mi rendo conto che da sola non ce la faccio. Per una volta pure io vorrei meritarmi di non avere pensieri, un giorno, un'ora sola pure andrebbe bene. Perché sì, è vero, sto facendo tante cose belle, tante esperienze uniche, ma non credete solo a quello che scelgo di farvi vedere. La verità è che una bambina che legge, giorno e notte, per sentirsi meno sola, diventerà un'adulta che sogna.

Un sogno fatto di occhi che brillano, che si svegliano tutti i giorni accanto ad altri occhi che brillano e che brilleranno ancora di più nel riflesso di occhietti più piccoli di bambini che leggeranno. In una storia senza fine che non è una favola, ma un posto reale dove vivono tutti normali e contenti.


Fà uocchie chine e mane vacante

Fare occhi pieni e mani vuote

Sperare molto e non ottenere nulla, desiderare fortemente qualcosa senza poterla né avere né toccare



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