From hero to zero.


Lunga latitanza la mia, sono stata impegnata a ripartire dai miei fallimenti, spezzando i bastoni tra le mie ruote messi da me stessa e dagli altri... e poi sono tornata!

Quest'oggi, miei cari, vi devo spiegare un altro po' come sono fatta, e perché sfortunatamente invece che con la sindrome da crocerossina sono una donna con la sindrome da Wonder Woman. In breve ciò vuol dire che preferisco provare a volare e spaccarmi le ginocchia cadendo, piuttosto che che sedermi in sala d'attesa e aspettare di imbarcare su un volo. E sono così in tutto, mannaggiallamiseria.

Mi invaghisco di un presunto fidanzato? Sposto le montagne per vederlo felice.

Ho un obiettivo? Corro contro i muri a 100 km/h pur di raggiungerlo.

Ho 10 cose da fare? Mi faccio a pezzi pur di farle tutte nel più breve tempo possibile.

Il problema è quando le montagne mi schiacciano, quando il muro lo prendo in pieno e quando il tempo mi ricorda che non sono un supereroe ma solo una che non riesce a stare con le mani mano, una che ci crede, un'entusiasta... una come tanti, solo un po' più capatosta.

Il problema è, dunque, quando fallisco. Che la colpa sia mia o meno, il pensiero di aver dato tutto e di aver comunque perso mi fa sprofondare in uno stato di disperazione totale che ha durata variabile. In questo frangente sono tipo il ritratto della tristezza: piango, non esco, non mangio (no, non è vero), voglio mollare tutto, scrivo post deprimenti e senza senso (questo accade sempre, scusate, avete ragione).

Insomma divento una rottura di palle con le gambe.


Poi però io mi rialzo, ricomincio la routine e ricomincio a uscire, sorridere e combattere contro i muri e le montagne. Il mio periodo da scassambrella serve per ricaricare le energie, per capire in che direzione andare piuttosto che sbattere come una pallina in un flipper disperata in tutte le direzioni, senza sapere esattamente cosa sto facendo. Quindi sì, sto giustificando con fierezza il mio pessimismo cosmico intermittente. Perché tanto non ho nessun fidanzato che possa venire a contraddirmi e i miei ex sono tutti sufficientemente presi dalle loro cose per potersi preoccupare della vita pseudolavorativa della sottoscritta.

Tutto questo per dire che ha senso prendersi una pausa dalle battaglie, che voi siate o meno un supereroe. Serve per capire, per prendere la direzione giusta quando ci rialziamo (soprattutto serve quando poi anche la direzione che ci sembrava giusta sarà sbagliata di nuovo).

Io mi sono rialzata ieri alle 4 di mattina. Sono andata a vedere la processione (per i non sorrentini, eruditevi in merito!) con le stesse persone con cui la vedo da 12 anni, all'alba abbiamo fatto colazione, sono salita nel mio pick up nuovo ma scassato (perché Wonder Woman è pur sempre donna e sa guidare come una donna) e sono all'inaugurazione del mercato di Campagna Amica all'interno del Mercato Caramanico di Poggioreale. La direzione giusta l'ho indovinata a caso, perché senza internet sul cellulare torniamo tutti un po' negli anni 80.

(Anche qui potrei mettere una metafora ma anche basta)

Ho conosciuto altri supereroi, altri giovani che come me si dedicano alla nostra terra, ho scoperto che cos'è il Carmascione, ho stretto la mano a De Magistris, ho fatto pipì in uno dei peggiori bagni di Caracas e ho mangiato il parmigiano di capra più buono di sempre. Un sorriso a 32 denti che dura tuttora, 24 ore dopo.


Mi attende una settimana intensa, piena di impegni bellissimi e orrendi. Mi attendono mesi, anzi anni (!) di battaglie, altre mille giornate passate chiusa in camera a piangere e cantare canzoni deprimenti a squarciagola.

Il mio mondo lo posso salvare solo io, sono la Wonder Woman di me stessa e questo nessuno me lo toglierà mai.

'O cummanna' è meglio d''o ffòttere

Comandare è meglio che fare l'amore.

Stavolta rispondo al proverbio finale:

Fate l'amore, non fate i galli sulla munnezza.


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