La figliuola (si) prodiga


Lo so, non scrivo da un po', chiedo venia. 

Non mi sono montata la testa dopo l'intervista per www.talepiano.it (che potete guardare in questo video dall'anteprima invitante), in cui ho parlato di me gesticolando di continuo e usando a sproposito un intercalare odioso...



...e non me la sono montata nemmeno dopo aver parlato davanti a un giovane pubblico della mia strana e contorta esperienza. Non c'è un video che lo testimonia, ma sicuramente ho gesticolato anche qui, mentre cercavo di far capire ad altra gente ciò che ho capito io: non c'è altro modo di raggiungere i propri obiettivi se non con passione e con la "fissazione" alla napoletana.

Quasi un'ossessione, un volere smanioso, una spasmodica ricerca di raggiungere il nostro personalissimo traguardo, costi quel che costi (in termini di sacrifici). 

Non mi sono montata la testa, ma mi sono sentita fiera di me. Fiera del fatto che ci fosse qualcuno disposto ad ascoltarmi senza giudicare, per la sola e pura curiosità di sentir parlare una giovane donna del suo progetto, pieno ancora di falle e di errori, di problemi ma anche di tanti spunti interessanti e di allegria. 

In entrambe le occasioni sentivo che stavo sorridendo sul serio, un sorriso che partiva dal cuore e non un sorriso di circostanza, di quelli che quando facevo una carriera da commerciale mi hanno insegnato ad avere di fronte ai clienti per essere più convincente. 

Non mi sono montata la testa perché non sto facendo nulla di unico, di sconvolgente.

Io sto solo cercando di dare forma ad un sogno, di conservare (non solo nel mio cuore ma anche nella mente di chi mi incontra o mangia un piatto di broccoli che ho coltivato) la memoria di ciò che ho visto fare fin da bambina, la memoria della nostra terra intesa sia come "terreno" in senso stretto che come patria, madre di una napoletanità che non dovremmo mai perdere, nemmeno quando siamo lontani. 


Io non sono un "prodigio", sono soltanto una persona che, avendone la possibilità, si prodiga affinché il fiume di idee di cui parlavo qualche mese fa sfoci nel mare, toccando gli argini e le rocce, portando con sé chi vorrà e chi si farà trascinare; saltando e aggirando chi invece sta lì solo per giudicare, soffermandosi ad ascoltare l'eco delle critiche costruttive. Voglio scavare pazientemente le rocce più dure, e rallentare la corsa quando sarà necessario, ma non voglio fermarmi. Sono un'ariete, sono testarda, mi sono "fissata", c'è poco da fare. 

Non mi sono montata la testa, mi auguro di non montarmela mai, nel dubbio non mi tolgo il "maccaturo".

"Nun m’ha visto nisciuno ‘int’ ‘o scuro, Faccia sporca ‘e na guerra addò niente è sicuro E ‘int’ ‘a guerra ce vò cchiù curaggio a restà"

- Non mi ha visto nessuno nel buio,

faccia sporca di una guerra dove niente è sicuro.

E in guerra serve più coraggio per restare - 

- La maschera, Te vengo a cercà


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